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Mi sono accorto di un errore di dattilografia sull'atto di citazione azione di rivendita e negatoria servitutis (già notificato e alla prima udienza fase 180 cpc). In sostanza così ho concluso: " Chiedo pertanto la proprietà esclusiva del terreno fermo restante il riconosciuto diritto di servitù vantato dal convenuto". Mentre avrei dovuto così scrivere: "Chiedo pertanto la proprietà esclusiva del terreno fermo restante il riconosciuto non diritto di servitù vantato dal convenuto". Detta dimenticanza, contrasta con quanto descritto nelle premesse, che posso fare per sanare la situazione?Esiste un'atto rettificativo di errore materiale della citazione?

A mio avviso l'errore non rileva, in fin dei conti tu volevi chiedere la proprietà del terreno ed hai chiesto la proprietà del terreno. Un simile errore non è previsto a pena di nullità. Ritengo che l'atto assolva al raggiungimento dell'obiettivo per il quale è stato destinato, dunque si applica l'art. 156 comma 3 cpc. Avrai tutto il tempo per formulare le precisazioni del caso... sei solo all'inizio. Può essere che inizi già a precisare il convenuto con la sua comparsa di costituzione, risposta e domanda riconvenzionale.

Il mio proponimento è il riconoscimento della proprietà esclusiva del terreno con l’inibizione del convenuto dalla servitù o uso di una stradella sita nel terreno della mia cliente. Temo che tale dimenticanza e la successiva rettifica possa essere interpretata come domanda nuova. Il Convenuto nella comparsa di costituzione e risposta con domanda riconvenzionale ha contestato (come ovvio) la richiesta di riconoscimento della proprietà esclusiva a favore della mia cliente, dando per pacifico, il riconosciuto diritto di servitù di passaggio sul terreno da parte attrice. Orbene io invece ho chiesto che si agisca esercitando le azioni di cui agli artt. 948 e 949 c.c., ribadendo : ”fermo restante il riconosciuto diritto di servitù o uso vantato dal convenuto”. (Avrei dovuto scrivere NON DIRITTO). Però subito dopo continuo affermando: “e, per l’effetto, dichiarare l’inesistenza dei diritti affermati dal convenuto sulla cosa ai sensi dell’art. 949 c.c”. Che devo fare?In che fase devo muovermi?

non potrebbe essere mero errore materiale scusabile? In tal caso puoi effettuare la correzione in prima udienza.

Il giudice ha fissato la prima udienza di trattazione per il giorno 19.07.2006 assegnando ad entrambe le parti - vista la riconvenzionale del convenuto - il termine perentorio di giorni venti prima di tale udienza per la proposizione, con comparsa da depositarsi in cancelleria, delle eccezioni processuali e di merito non rilevabili d'uifficio.Quindi praticamente dovrei fare una correzione in data 19.07.2006 sostenendo che per errore materiale di dattilografio non ho inserito NON davanti a diritto?Altro problema ho depositato le memorie in data 28.06 chiedendo l'inibizione del diritto di uso a danno del convenuto, però senza specificare l'errore e/o dimenticanza. Sono ancora in tempo per sanare la situazione? Potreste gentilmente indicare la procedura corretta. Grazie a tutti

A mio parere non posso che ribadire quanto già affermato da conte oliver , vale anche secondo me in questo caso il principio di conservazione degli atti processuali . Nel corso della prima udienza di comparizione , richiamato il suddetto principio, potrai meglio precisare l'oggetto della domanda direttamente a verbale.Questainterpretazione può essere ulteriormente avvalorata dal fatto che nelle memorie da te depositate , hai chiesto il petitum corretto , di fatto sanando l'errore.

Peinamente d'accordo con Cordelia. Si tratta di svista di carattere materiale. Va pertanto sanata con precisazione del reale senso delle conclusioni, tenuto conto della premessa a verbale nella priam occasione di contatto tra le parti con il giudice.

Grassie volterrrrrr .........gentilissimo

Quindi sono ancora in tempo, il 19 luglio p.v. in occasione della prima udienza faccio presente l'errore materiale di dattilografia direttamente a verbale, invocando il principio di conservazione degli atti processuali. E se il convenuto eccepisce che trattasi di nuova domanda?

Suvvia, technobi, falla quella precisazione... la fai mettere a verbale... non è mutatio, bensì emendatio libelli... anzi, ancora meno, è solo e semplice rettifica ad un mero errore materiale, riconoscibile, scusabile, perdonabile... si metteranno tutti a piangere... sich.

Volevo precisare che l’atto di citazione è stato notificato con il vecchio rito ossia nel 2005, tale circostanza non dovrebbe cambiare nulla a quanto indicatomi nei precedenti post o no? La mia preoccupazione è legittima in quanto oggi sono trascorsi venti anni di uso continuo a favore del convenuto della stradella, mentre a far data della citazione notificata NO. Ultimo aiuto, con l’astensione e/o sciopero il giorno 19 luglio p.v. che devo fare, posso verbalizzare comunque?

Non cambia nulla , puoi verbalizzare come detto prima , in caso di astensione ( ti pregherei di nn aderire ) , l'udienza di trattazione verrà rincviata fatti salvi i diritti di prima udienza.

L'udienza di prima comparizione (ai sensi dell'art. 180 c.p.c.) già c'è stata a dicembre del 2005. In data 19.07.2006 siamo all'udienza di prima TRATTAZIONE. la rettifica dell'errore materiale di videoscrittura è sempre fattibile?grazie

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